Interrompiamo il silenzio dovuto alla campagna congressuale, ma crediamo sia necessario un commento su quanto accaduto con il ddl Cirinná.

Come Giovani Democratici, benché avessimo sempre sostenuto che l’orizzonte dovesse essere quello del matrimonio egualitario, abbiamo guardato con speranza al tentativo da parte del nostro Partito di arrivare a una legge sui diritti civili, andando anche oltre la maggioranza di governo. Tale tentativo è naufragato per l’irresponsabilità dei 5 stelle, che, con un voltafaccia difficile da dimenticare, hanno determinato le condizioni per le quali la disposizione sulla “step child adoption” non avesse più la maggioranza in Parlamento, e la legge intera venisse messa a rischio.

La fiducia sul ddl cirinnà (con l’esclusione dell’articolo 5) è una sconfitta per il lavoro che lo stesso Partito ha fatto in questi mesi. Comprendiamo la difficoltà nei numeri del senato, ma non possiamo esimerci dal segnalare la distanza che c’è tra l’Italia e la stragrande maggioranza dei paesi europei sul tema delle adozioni, distanza che anche questa volta non sarà colmata. Qual è la posizione del Partito Democratico? Se disciplina di partito deve esserci, ci deve essere anche sui temi che riguardano i diritti civili, un aspetto su cui davvero il nostro Paese dovrebbe cambiare verso, ormai da vent’anni.

Chiediamo al Partito di assumere una linea chiara. Chiediamo che lo faccia in Direzione nazionale e che i gruppi parlamentari si impegnino a rispettare queste posizioni. Solo così potremmo ricucire uno strappo doloroso come quello che si sta consumando in questi giorni in parlamento.