Lo scorso martedì 19 luglio è stata deliberata la sospensione dell’esame del DDL sulla tortura in Assemblea del Senato: proprio due giorni prima dell’anniversario dei fatti della scuola Diaz per i quali lo Stato italiano è stato condannato dalla Corte europea per violazione dell’articolo 3 della CEDU, relativo ai trattamenti inumani e degradanti.

Ecco perché noi Giovani Democratici, oggi con ancor più determinazione, sollecitiamo l’approvazione del disegno di legge, che introduce nel nostro ordinamento il reato di tortura.
L’Italia è, infatti, in clamoroso ritardo su questo tema ed è necessario che si “metta in pari”, rispondendo positivamente alle sollecitazioni che provengono dall’Europa e dalla comunità internazionale, a partire dalla Convenzione di New York contro la tortura, ratificata dal nostro Paese nel lontano 1988.

Comprendiamo che il rinvio dei lavori in Assemblea sia da attribuire a ragioni di coalizione, non avendo il PD una maggioranza in Senato, ma dobbiamo anche condannare con fermezza le vergognose strumentalizzazioni, operate non solo dall’opposizione, che vorrebbero confondere le garanzie di uno Stato di diritto con un reato odioso, arrivando addirittura a ventilare una possibile “intenzione punitiva” da parte del Parlamento.

Chiediamo che il provvedimento sia calendarizzato nuovamente all’apertura dei lavori di settembre e che sia considerato una priorità: servono la determinazione e l’impegno del PD e del Governo per fare un passo avanti verso un Paese più civile.