Una giornata da volontari a Rossano.

La storia dei GD Calabresi, una bella pagina per la Calabria, fatta di solidarietà e altruismo.

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Partiamo la mattina del tredici agosto, subito dopo il nubifragio che ha colpito Rossano e Corigliano. Dovevamo farlo, in molti erano pronti a dare una mano e ci chiedevano come poter fare. Dovevamo farlo. Arrivati a Rossano cerchiamo di capire come poter aiutare. Ci chiedevamo se potesse essere davvero utile chiamare anche altri compagni dai Circoli; in fondo non sapevamo come la Protezione Civile stesse organizzando le operazioni di aiuto. Troviamo tutti giustamente presi da mille cose.

Ad un certo punto sentiamo una voce che grida: “Volontari per via Lussemburgo?
Non siamo preparati, ma non possiamo tirarci indietro e diciamo: eccoci. Subito ci assegnano ad un mezzo dei Bersaglieri di Cosenza. Saliamo sul blindato, un caldo tremendo. In pochi minuti arriviamo in via Lussemburgo con stivali, guanti e pale, equipaggiamento fornito dalla Protezione Civile.
Entriamo in un campeggio devastato: strade di accesso bloccate, gente che chiede aiuto, fango dappertutto, vestiti in ogni dove, macchine distrutte. Ancora il caldo ci perseguita, ma decidiamo di iniziare da lì. Cominciamo le prime operazioni di pulizia del viale. Il fango era troppo, qui per pulire ci sarebbero voluti giorni. Non è più il caso, quel villaggio oramai non è agibile. Aiutiamo due camper ad uscirne, i turisti stanno andando via e con loro, in anticipo, la nostra stagione estiva.
Ci spostiamo sul lungomare, è davvero triste: la spiaggia sembra il letto di un fiume, i marciapiedi sono sommersi dal fango, così come le macchine, accatastate.

 

Sono le 14, fa sempre più caldo. L’esercito con le ruspe sposta i detriti dalle strade, la Protezione Civile porta acqua e cibo per gli abitanti. Arriva l’Arci di Isola Capo Rizzuto con pasti caldi, le persone li guardano e sorridono: non sono sole. Andiamo poi in una traversa colpita duramente, lì gli argini si sono rotti e il fango è arrivato quasi a due metri di altezza. La Protezione Civile opera con difficoltà, non puoi usare le ruspe dentro casa, ma per questo ci siamo noi volontari.
Le persone si fermano di continuo, chiedono come poter essere d’aiuto. Molti sono di Rossano. I rossanesi li riconosci perché pur sporchi e incazzati non hanno perso la loro dignità; con una calma quasi anormale ti accolgono, si avvicinano e ti sussurrano: “grazie“.

 

Alle 18, dopo sei ore nel fango, chiamano il cambio turno. Ce ne andiamo su un pullman delle scuole, ci danno il cambio Scout, persone di Rossano e di tutta la Calabria. Sì, oggi abbiamo visto la parte migliore della nostra Regione, spaventata, attonita, ma anche pronta a rimettersi in piedi e accanto a chi ha bisogno. Sul pullman una ragazza sente il nostro accento: “ma non siete di Rossano?“, ci chiede. Noi diciamo no e lei ci ringrazia.

Questa è la storia di una giornata da volontari a Rossano e Corigliano, una storia che racconta una Calabria diversa, migliore. Abbiamo scritto una pagina bella per la nostra terra, fatta di solidarietà e altruismo e a scriverla sono stati anche tanti giovani.