Dalla legge di stabilità vengono segnali positivi. La conferma degli 80 euro, il sostegno alle partite IVA, nuovi sgravi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato: provvedimenti fondamentali per le giovani generazioni e per il rilancio della crescita del paese.
Si prospetta un taglio ai trasferimenti agli enti locali per circa 4 miliardi di euro. Lo spazio tra il lotta agli sprechi e la scomparsa dei servizi di welfare è stretta. Alto è il rischi o di un innalzamento delle tasse, che colpirà tutti in modo indiscriminato. Sopratutto per coloro che hanno indispensabile bisogno di questi servizi pubblici: borse di studio, trasporto pubblico locale, sanità pubblica.

C’è una possibilità diversa, invece di far pagare tutti i cittadini, si può chiedere un contributo di equità basato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, limitatamente a chi percepisce pensioni di importo elevato. Si incasserebbero più di quattro miliardi di euro, riducendo privilegi concessi in modo poco trasparente.
Ci sono delle stime, ci hanno lavorato un gruppo di economisti (Boeri, Stefano e Fabrizio Patriarca), per questo prelievo di solidarietà per le pensioni superiori ai 3000 euro mensili. Esiste uno squilibrio nel nostro sistema pensionistico infatti, tutto a discapito delle giovani generazioni: le pensioni effettivamente percepite da tanti sono superiori (e di molto) a quelle che gli stessi lavoratori avrebbero percepito con le nuove regole che sono applicate oggi a tutti.
Prendendo come metro lo stock di pensioni del 2013, un prelievo del solo 7% sulle pensioni superiori a 3000 euro genererebbe un gettito pari a quasi 2 miliardi di euro, un sollievo per le casse degli enti locali. Se si vuole andare avanti con ancora più coraggio, le stesse stime prevedono che con un prelievo del 6% sulle pensioni superiori ai 2000 euro il gettito generato sarebbe di 4 miliardi di euro, esattamente il fabbisogno del governo dalla spending review.
Capiamo la necessità di operare tagli agli sprechi, e di ridare credibilità a questo paese. Si cerchino però i giusti meccanismi di incentivo per far si che questo obiettivo venga perseguito correttamente, e non si trasformi un’ottima manovra come questa per il rilancio dello sviluppo e della crescita in qualcosa che andrà a gravare sulle spalle dei più deboli. E tra i più deboli, in questo paese, ci sono proprio i giovani.