rajoy

Nell’ultima settimana ci siamo mobilitati affinché nel nostro Paese venisse compresa appieno e contrastata una deriva squadrista delle proteste di piazza. Non esiste crisi sociale che legittimi azioni illegali e violente. Alla sofferenza e all’esclusione, per noi, non c’è risposta fuori dalla partecipazione e dalla ricostruzione di un tessuto di rappresentanza democratica del conflitto. Crediamo sia questa la principale sfida dei partiti e di tutti i corpi intermedi, in modo particolare della sinistra, ancor più se ci si rivolge alle nuove generazioni.   Seguiamo con indignazione, in queste ore, il percorso legislativo con cui il Governo Rajoy e il ministro Diaz (nome tristemente evocativo, per i movimenti italiani) opererannoun giro di vite di stampo franchista, nei confronti della gestione delle piazze e della manifestazione del dissenso in Spagna. Ci preoccupa l’atteggiamento di una destra autoritaria al Governo che impedisca l’occupazione di una pubblica piazza, che immagini le Istituzioni impermeabili ad ogni protesta, che difenda per legge gli abusi delle forze dell’ordine, che consenta un ingaggio massivo di vigilantes privati, che consideri “infrazione grave” uno striscione sul tetto e che tenti, insomma, di rimuovere il disagio dalla dimensione pubblica, confinandolo in un’emarginazione potenzialmente esplosiva.   Siamo solidali con i movimenti sindacali, socialisti e di sinistra spagnoli, soprattutto quelli giovanili, con cui condividiamo da tempo un pezzo di percorso.   Pensiamo le scelte autoritarie di Rajoy non siano che l’altra faccia della medaglia che dal 9 dicembre ha portato paura e aggressione in molte piazze e strade italiane; una tendenza che al più presto la sinistra europea dovrà saper affrontare.   Noi resteremo, ieri, oggi e domani, antifascisti, democratici e il più possibile vicini ad ogni forma di protesta pacifica per l’uguaglianza e per i diritti.