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Ci sono gli studenti universitari (1 su 5) che studiano fuori dalla propria regione di residenza (circa 300 mila); Ci sono i pendolari di lungo raggio, coloro che lavorano  a centinaia di chilometri da casa (circa 150 mila); Ci sono i giovani temporaneamente in altri Paesi europei perché coinvolti in programmi Erasmus (circa 250mila); Poi ce ne sono altri che si trovano lontano dal proprio Comune per i motivi più vari, perché si trovano impegnati in stage e tirocini, in progetti di mobilità europea  o Servizio civile all’estero, ad esempio. Insomma, sono circa 800mila i giovani e meno giovani che per volontà o necessità, spinti dal desiderio di cogliere occasioni di formazione e nuove opportunità di vita o per il bisogno di cercare lavoro, sono abitualmente o temporaneamente distanti dal proprio luogo di residenza. A loro dobbiamo garantire l’esercizio di un diritto fondamentale: il diritto di voto. Questo è un diritto-dovere civico, garantito dalla Costituzione (art.3 e art.48) e cardine delle democrazie moderne. In tanti, negli anni, hanno chiesto attenzione e sollecitato soluzioni: dal Comitato “Io voto fuorisede”, impegnato su questo tema dal 2008, alle associazioni di studenti italiani presenti nelle università inglesi (Oxford University Italian Society, Cambridge University Italian Society, LSE Student Union Italian Society, Fonderia Oxford), che poco prima delle ultime elezioni politiche hanno promosso un appello sottoscritto da numerose organizzazioni giovanili italiane, ai singoli che, spesso usando le nuove forme di comunicazione, hanno palesato una esigenza molto sentita: vorremmo che il Parlamento approvasse subito un provvedimento risolutivo anche per rendere merito al loro impegno. Ricordiamo, inoltre, la protesta “#iovotolostesso”, per la quale 1283 cittadini italiani domiciliati in altre nazioni europee hanno espresso un voto simbolico alle Politiche 2013, recandosi in seggi insediati in 26 città europee , ed altri ancora lo hanno fatto per via telematica. Le agevolazioni economiche per ritornare nel posto di residenza al momento del voto non bastano: spesso le troppe ore di viaggio costituiscono un disagio e il costo del biglietto rappresenta un peso sia per il cittadino che per lo Stato. La maggior parte dei Paesi europei ha già da tempo attuato soluzioni più intelligenti e meno dispendiose: voto per corrispondenza, voto per delega, seggi speciali,early vote sono alcuni dei meccanismi già sperimentati con successo. Presto sarà discussa in Parlamento la riforma della legge elettorale: è il momento giusto per sanare una grave ingiustizia e consentire l’esercizio del diritto di voto nel luogo di domicilio, sia esso in Italia o all’estero, a centinaia di migliaia di cittadini, molto spesso i più giovani e provenienti dalle zone più povere dell’Italia. E’ necessario adattare le procedure elettorali all’esigenze di un mondo dinamico dove gli spostamenti di lunga distanza sono sempre più frequenti. E’ imprescindibile promuovere la più ampia partecipazione ad uno dei momenti fondamentali di una democrazia, quello dove i cittadini italiani possono esprimere la propria opinione, scegliere i propri rappresentanti, partecipare in modo determinante alla vita del proprio Paese. Per questo chiediamo ai Deputati e ai Senatori della Repubblica italiana di emendare la legge elettorale e di rendere effettivo il diritto di voto per tutti i cittadini italiani.

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