Ieri è venuto a mancare Davide Imola, sindacalista, responsabile Lavoro professionale della Cgil nazionale, grande conoscitore del mercato del lavoro, delle sue regole formali e sostanziali, militante politico della sinistra.

Con Davide abbiamo costruito e condiviso l’esperienza di Alta Partecipazione, il cantiere del programma che ha accompagnato la pattuglia parlamentare dei Giovani Democratici in Parlamento. Una vasta rete di elaborazione, alimentata dai lavoratori e dagli studenti, dalle associazioni e dagli esperti, un luogo di pensiero e decisione. In una parola, una grande vicenda democratica e di sinistra. Questo era Davide, un riformista con l’assillo della rappresentanza degli interessi reali, sempre pronto a riportare le nostre discussioni al confronto e a misura con la realtà.
Dipendenti o a partita Iva, a progetto o interinali, si trattava di difendere le ragioni degli uomini del lavoro. Non gli sfuggiva il mutare dei tempi. Nel lavoro che cambiava, con nuovi mestieri e nuove tecnologie, vecchi conflitti e antiche ingiustizie, è stato tra quelli che hanno contribuito al rinnovamento del sindacato, al suo adattarsi a un tempo nuovo, rinnovato nelle forme e nella pratica di rappresentanza.

In una delle sue ultime mail, si raccomandava di essere concreti nella scelta degli argomenti, si trattasse di preparare un’audizione istituzionale o un incontro politico riservato, “ricordatevi di incalzare l’interlocutore sui punti precisi”, puntare all’essenziale per ottenere il risultato. Un militante, nel senso più semplice e nobile della parola. Forte nel sostenere la battaglia politica quando gli altri erano sopraffatti dallo scoramento e dalla stanchezza. Oggi è lo sgomento che ci coglie, per questa notizia inaspettata. La sua forza ci servirebbe, la stessa con la quale ha combattuto la malattia, parlandone agli altri, per rassicurarci e farci passare la paura.

Un abbraccio alla compagna Marilisa, alla famiglia, un saluto a Davide, un compagno che con la politica e nel sindacato ha riempito degnamente una vita troppo breve.