teli fo

I teli bianchi alle finestre e sui balconi sono un simbolo di dignità. Sono la risposta che la dignità degli uomini offre alla violenza sugli uomini. Sono resistenza, libertà e partecipazione. Sono la responsabilità che non cede alla paura.

A partire dal 9 dicembre, le nostre città sono state percorse da scorribande cortei violenti e squadristi. Le vie e piazze per ore sono state trasformate in luoghi spettrali, gli spostamenti resi accidentati e insicuri per le persone, e le serrande dei negozi abbassate non tanto per l’adesione alla protesta quanto per le minacce ricevute.

Un disagio che accomuna molti è emerso pubblicamente, ma al seguito di un’aggressione indistinta alle Istituzioni democratiche e agli spazi di partecipazione pubblica. Il valore e il senso della nostra comunità sono racchiusi in ognuno di noi. Ed ogni uomo può essere migliore di questa violenza. Deve esserlo.

La crisi economica ha messo in ginocchio le famiglie, ha rubato la speranza ai giovani, ha spinto molti ai confini della società, ha escluso, emarginato.

Il mondo governato dal denaro, dal profitto, dalla speculazione produce disuguaglianza. E impoverisce ogni frammento della nostra vita. Le città governate dal consumo, dall’apparenza e dalla precarietà sono sempre di più luoghi di sofferenza. 

Da anni, ormai, la politica e le istituzioni si sono allontanate dalla sofferenza, in un fenomeno che coinvolge ogni parte in causa. Reclama innovazione, disinteresse e trasparenza: un nuovo impegno civile diffuso.

La violenza – fisica e culturale -, invece, è la risposta di chi vuole che tutto resti così com’è. E’ una strada nera e fascista che fa malignamente capolino sul nostro futuro. E’ ancora una volta il dominio dell’uomo sull’uomo, riproduzione esatta della crisi che ci tiene in ostaggio e dei suoi meccanismi. Mai più: nemmeno per un giorno!

Dietro ai teli bianchi, nelle case, nei luoghi di lavoro: donne, uomini e organizzazioni, contro ogni fascismo e ogni violenza. Dietro ai teli bianchi lavoratori, imprenditori, studenti, famiglie, individui che ogni giorno vivono il disagio di questo momento storico, ma che con orgoglio riconoscono la propria responsabilità e non cedono alla paura.

E’ la responsabilità di costruire risposte, mobilitazioni, progetti democratici, pacifici e collettivi. Collettivi: perché o miglioreranno le condizioni di vita di tutti o non migliorerà la vita di nessuno.

Esponiamo i teli bianchi alle nostre finestre e li terremo lì, davanti a tutti, fino a quando servirà. Fino a quando per le strade la possibilità della violenza e dell’aggressione sarà riassorbita.

Perché questo avvenga, quei teli dovranno anche sporcarsi. Insieme dovremo presidiare i luoghi del conflitto e del disagio. Farlo tutti insieme, noi che crediamo nei principi della Costituzione italiana e nel valore della democrazia. Noi che a partire da quei valori e principi vogliamo che le Istituzioni ascoltino e migliorino la vita di chi è più debole, di chi soffre, di chi è escluso.

Per questo chiediamo a ciascuno di unirsi a questa mobilitazione, che reagisce all’emergenza, ma che oltre a essa dovrà avere il coraggio di spingersi. Per durare, anche dopo le attenzioni mediatiche.

Quei teli dovranno sporcarsi del sudore con cui quotidianamente tutti affrontiamo un presente complesso; della fatica e della passione per la libertà e per l’uguaglianza con cui il senso delle nostre comunità va preso per mano e ricostruito.