Essere una “Repubblica fondata sul lavoro” vuol dire tutelare la dignità dei lavoratori, la possibilità che questi contribuiscano alla sua crescita sociale, la difesa di un salario adeguato e di diritti uguali per tutti.

approvata legge contro il caporalato

In Italia circa 100mila braccianti sono gravemente sfruttati e quasi 5mila vivono in condizione di schiavismo.

La legge appena approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati prevede molte novità. Dall’arresto obbligatorio in flagranza di reato, al rafforzamento dell’istituto della confisca, alla responsabilità del datore di lavoro, e non solo del caporale. Infine, il controllo giudiziario sull’azienda evitaranno un’interruzione dell’attività agricola, con benefici non solo per l’economia, ma soprattutto per i lavoratori.

Da Nord a Sud sono 12 le regioni colpite da questo fenomeno ed il giro di affare legato alle agromafie frutta 12,5 miliardi di euro l’anno. Questo fenomeno sfrutta l’immigrazione per ottenere manodopera a basso costo, circa 25 Euro al giorno, pesando non solo sui costi dei servizi nazionali, ma anche riducendo in schiavitù queste persone con l’unico fine del profitto. Come Giovani Democratici abbiamo sempre combattuto perché fenomeni come questo, che uniscono sfruttamento a criminalità organizzata, potessero essere combattuti con maggior forza.

Il governo in questi mesi dovrà affrontare ancor più con forza il problema della disoccupazione e della povertà, come recentemente segnalato dal dossier della Caritas, continuando sulla linea degli investimenti presenti anche nella Legge di Stabilità 2017 e mettendo in campo nuovi provvedimenti per il sostegno dell’occupazione giovanile.

Oggi tutto il Paese ha fatto un passo avanti.
Attendiamo, ancora, però, l’esito positivo della discussione sia della Legge che prevede l’introduzione del “Reato di tortura” che quella della “Legalizzazione della cannabis” che sono, ad oggi, punti centrali per riaffermare il primato della persona e della sua dignità.