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Cari,
nell’ambito della IV Festa nazionale GD di Bologna, il giorno 6 settembre, alle ore 15, si terrà l’assemblea “Le nostre proposte di legge: una battaglia concreta per il governo e per le giovani generazioni”.

Abbiamo come obiettivo di mobilitare, dalla Festa alle elezioni regionali, i Giovani Democratici attorno a 10 e più proposte di cambiamento per le giovani generazioni , di settori diversi, ma accomunate dall’ambizione di voler contribuire a “liberare una generazione”, a cambiare le condizioni e le prospettive di vita dei giovani italiani, portando a compimento battaglie che riguardano il lavoro e la formazione, l’innovazione e l’ambiente, i diritti e la cultura etc.

Puntiamo in questo modo a:
– coinvolgere, a partire dall’appuntamento di Bologna, l’organizzazione a tutti i suoi livelli nell’elaborazione delle proposte;
– stimolare, attraverso la modalità della raccolta firme, l’organizzazione a tutti i suoi livelli ad un impegno massiccio di presenza, radicamento, attività nei territori;
– ricollegare il lavoro dei Giovani Democratici con quello svolto, spesso in solitudine, in aula dai parlamentari che con noi si relazionano: in particolare i giovani deputati che alla nostra organizzazione appartengono, fiore all’occhiello della Giovanile;
– rinnovare il profilo politico-programmatico dei Giovani Democratici, rafforzandone la capacità di analisi e di proposta sui temi e la riconoscibilità nei confronti dei giovani italiani.

Nelle scorse settimane, abbiamo svolto un lavoro preliminare di impostazione della campagna, definendo alcuni titoli e temi di intervento, che qui vi accenniamo e vogliamo discutere ed integrare con voi nell’incontro di Bologna.

1) Innovazione, ricerca e sviluppo
Per stare al passo con l’Europa, è necessario portare a termine l’Agenda digitale: completamento della banda larga sul territorio nazionale e lotta al digital divide, hotspot wifi nelle città per l’accesso gratuito ad internet, Piano di diffusione della cultura e delle competenze digitali, implementazione delle ICT per la qualità della vita.

Come già fatto per arte e cultura, immaginiamo l’attivazione di un Research Bonus che promuova gli investimenti privati in ricerca.

La rete si struttura come un ambiente sociale ed in quanto tale è luogo potenziale di violazione dei diritti della persona. Dalla diffamazione alla privacy, all’utilizzo delle consultazioni online, ci sono nuovi spazi di democrazia che vanno consolidati e garanzie, diritti e doveri da tutelare, promuovere e contemplare in un moderno “Internet bill of rights”.

2) Arte e cultura

Riforma della Siae e della normativa sul diritto d’autore, in Italia di evidente arretratezza, che tuteli la miriade di piccoli creatori, fornitori di servizi e consumatori e tutti coloro che producono arte e cultura nel nostro Paese e che ne aggiorni la normativa tenendo conto anzitutto del quadro europeo.

Pacchetto Giovani Artisti: immaginiamo un ventaglio un ventaglio di strumenti nel campo della formazione, della mobilità, della residenzialità in spazi pubblici dismessi, del sostegno e di agevolazioni fiscali per la creazione dell’opera prima e all’accesso al mercato, di un sistema di welfare per tipologie di lavoro tipicamente saltuario etc, utili a proteggere e garantire opportunità ai giovani artisti italiani.

3) Lavoro e welfare

È ancora possibile una politica economica che liberi le energie tagliando privilegi e iniquità, piuttosto che servizi sociali e posti di lavoro? Nel welfare e nel sistema fiscale del Paese, costruiti per una realtà che non c’è più e spesso aggiornati solo per quelli che in quella realtà già c’erano, c’è lo spazio per un cambiamento. Abbiamo provato a seguire alcune parole d’ordine: giovani, equità e lavoro. Poiché non è vero che qualsiasi cosa che fa aumentare l’occupazione va bene, perché questo è il ricatto della crisi per i più deboli, e la sinistra è nata per evitare questo ricatto, avanziamo alcune proposte per contribuire alla costruzione del piano del lavoro. Recuperiamo il lavoro svolto nei mesi scorsi con Alta Partecipazione, con la presentazione dello Statuto delle attività professionali. C’è la proposta di referendum per la modifica dell’art.81 della Costituzione. Vogliamo ragionare di superamento dei contratti parasubordinati e dell’istituzione del contratto di professionalizzazione, dalle politiche previdenziali per i migranti alla correzione del contributivo, di formazione e nuove tutele. Sono tante le battaglie da ingaggiare per irrobustire il mercato del lavoro italiano e rendere più inclusivo il nostro sistema di welfare.

4) Cuore di città

Contro le rendite, per il diritto all’abitare. Con la legge di stabilità 2014 si è stabilita la cancellazione dell’IMU sulla prima casa l’introduzione della TASI, l’imposta sui servizi indivisibili. Si è molto dibattuto, soprattutto dal punto di vista dell’equità e dell’efficienza del sistema fiscale che ne deriva. L’Italia è così diventata dei pochi paesi sviluppati a non tassare la proprietà edilizia, alimentando così l’ascesa della rendita urbana. In particolare, la norma di esenzione IMU riguarda anche gli immobili invenduti di proprietà delle imprese edilizie. Quel tappeto di cemento che copre le periferie italiane, un gigantesco numero di alloggi non tassati fintanto che resteranno invenduti: un regalo misurabile in decine di milioni di euro per i grandi costruttori, un danno per le casse pubbliche, un modo per alimentare il valore della speculazione immobiliare improduttiva. Chiediamo che l’esenzione per gli immobili invenduti venga ritirata.

Senza barriere, la città per tutti La normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche, completa e dettagliata da un paio di decenni a questa parte (legge 13/89; D.M.236/89; legge 104/92; DPR 503/1996; DPR 380/2001), è chiaramente insufficiente a garantire interventi effettivi per migliorare la mobilità e l’accessibilità degli spazi alle persone disabili. Basti pensare che le amministrazioni comunali dovrebbero redigere i Peba (Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche), come strumenti di conoscenza delle situazioni di rischio, ostacolo e impedimento all’accessibilità e di progettazione degli spazi urbani. A quasi trent’anni dall’entrata in vigore dell’obbligo di redazione dei Peba da parte dei Comuni, sono pochissime le amministrazioni comunali ad essersi mosse secondo l’obbligo di legge.

Il nuovo patto urbano che il ministro delle infrastrutture e trasporti per conto del Governo ha avviato l’iter che porterà alla revisione delle norme in materia di urbanistica. Nella bozza presentata dal Ministero ci sono molti aspetti che ci preoccupano, possiamo trasformare questa battaglia politica in un’occasione per intervenire con le nostre proposte su: consumo di suolo; trasporto ferroviario locale; rendita immobiliare e costi pubblici; case per i cittadini; concorrenza.

5) Libertà e Diritti

I Giovani Democratici non possono non farsi carico di condurre una lotta per la civilizzazione del nostro Paese. Sui diritti delle coppie conviventi ed omosessuali, dei migranti e dei detenuti, sulla libertà di scelta sul testamento biologico e il fine vita e la legalizzazione delle droghe leggere, vogliamo sviluppare proposte di legge da portare nelle aule parlamentari, così da sanare in molti ambiti non più accettabili vuoti legislativi, con in mente la promozione dei diritti e l’ampliamento della sfera delle libertà.

6) Italia: Repubblica e democratica

Il diritto di voto per gli immigrati e per gli studenti e i lavoratori fuori sede per sanare evidenti vulnus democratici, l’equiparazione dell’elettorato attivo e passivo per promuovere la partecipazione giovanile alla vita pubblica, l’attuazione dell’art.49 della Costituzione, battaglia storica dei Giovani Democratici, con l’obiettivo di giungere ad un riconoscimento giuridico dei partiti politici e di requisiti di democraticità, la previsione di quote giovani nei Consigli di Amministrazione , così da porre l’indice sulla classe imprenditoriale più vecchia ed inamovibile d’Europa, possono essere i pilastri su cui insistere per rafforzare e dare nuova linfa ad una democrazia sottoposta a perenni torsioni.

7) Terzo settore e politiche giovanili

Il Terzo Settore rappresenta un patrimonio straordinario di solidarietà ed umanità: incrocia grandi potenzialità di crescita economica ed occupazionale con un netto cambiamento culturale nelle motivazioni del fare impresa. Eppure quel mondo vasto che comprende il volontariato e le imprese sociali, la cooperazione e l’associazionismo no-profit, è troppo spesso trascurato, se non penalizzato, dalle politiche governative. In contemporanea con l’ambizioso progetto di riforma promosso dall’Esecutivo Renzi, è nostra intenzione proporre le nostre idee sul tema, con particolare attenzione alle difficoltà incontrate dal volontariato in ambito sanitario.

Il Servizio Civile è stato ed è uno strumento rilevante di servizio alla comunità, formazione dei giovani, apprendimento alla cittadinanza attiva. Il progetto di riforma elaborato dal Partito Democratico e sostenuto dal Governo si pone in linea con molto di quanto abbiamo detto sul tema da qualche anno a questa parte: aumento del numero dei volontari, flessibilità nella durata dei progetti, apertura alla partecipazione degli stranieri,riconoscimento dello status del volontario con la previsione di benefit quali assegnazione di crediti universitari e certificazione delle competenze acquisite, così da facilitarne l’inserimento professionale, integrazione con progetti analoghi promossi da altri Stati europei sono alcuni dei punti su cui insisteremo.

Intendiamo lavorare ad una “Legge per i giovani”, cioè una legge quadro per le politiche giovanili, che ponga in un’unica cornice gli strumenti di programmazione, i fondi di finanziamento e tutti gli interventi in materia di formazione, lavoro, auto impresa, prima casa, mobilità, accesso al credito, orientamento, fruizione dei canali culturali, volontariato e partecipazione,prevenzione delle dipendenze e del disagio giovanile etc., attualmente dispersi per competenza tra diversi ministeri, dipartimenti, uffici ed enti. E’ questa l’occasione per riordinarli, rafforzarli, rifinanziarli ed idearne di nuovi, ponendoci come obiettivo il rafforzamento dei percorsi di autonomia e realizzazione personale di una generazione.

8) Legalità

Modifiche alla normativa per gli appalti, così da contrastare la corruzione, miglioramenti alla legislazione sui beni confiscati e la restituzione al mercato di imprese confiscate alla mafia, in nome della lotta alla criminalità organizzata, sono alcune istanze che intendiamo portare avanti nella battaglia per la legalità.

Crediamo, inoltre, che, ribadendo il nostro no più deciso ai violenti scontri di piazza, misure di identificazione degli agenti durante le operazioni di polizia, quali ad esempio l’utilizzo di un codice alfanumerico sulle uniformi del personale impiego, siano utili a prevenire e tracciare possibili comportamenti scorretti.

9) Scuola e università

Partendo dalle proposte delle associazioni studentesche RUN e FDS, intendiamo lavorare su alcuni punti. Tra questi, l’alternanza scuola lavoro, finanziamenti pubblici e privati dei progetti e Statuto dei diritti e doveri degli studenti, il sostegno all’insegnamento dell’educazione fisica e alla pratica sportiva. L’accesso ai corsi universitari a numero chiuso intervenendo sulle storture dei test d’accesso attuali, delle lotterie più che un sistema di selezione efficace. La regolamentazione delle tasse universitarie su principi di progressività, contro gli aumenti abusivi da parte degli atenei, riaffermando il valore universale degli investimenti pubblici per il sapere.

10) Ambiente e agricoltura

La salvaguardia dell’ecosistema e la sostenibilità dello sviluppo economico non posso non essere nell’agenda dei Giovani Democratici. Immaginiamo che la prevenzione del rischio idrogeologico e il contrasto al dissesto per una moderna politica di consumo e governo del suolo, il contrasto alle ecomafie e l’introduzione dei reati ambientali nel codice penale, in accordo con quanto sta facendo il Pd in Parlamento, e il sostegno alle proposte di vendita o locazione di terreno agricolo ai giovani, al fine di aiutare il ricambio generazionale in agricoltura e l’imprenditoria giovanile, supportare l’occupazione , la crescita economica e la cura del territorio , possano essere i primi ambiti di intervento. Ma anche la green economy e la riconversione industriale del sistema produttivo italiano, i rifiuti e l’energia, la mobilità sostenibile e la gestione dell’acqua saranno nella nostra attenzione.

Questi, in linea di massima, sono i punti che intendiamo discutere, modificare, integrare e definire grazie alle vostre idee e valutazioni nell’incontro di Bologna. Volendo promuovere lì una discussione di merito, vi chiediamo intanto di diffondere questa mail nelle vostre segreterie.

Nei prossimi giorni, inoltre, provvederemo ad aprire una sezione apposita sul blog ilnuovomondo.info, al fine di farvi pervenire proposte dettagliate, documentazione tematica e materiali, così da rendere più consapevole l’elaborazione comune, e di ricevere contributi dai territori.

A presto,
Michele Masulli, Federico Nastasi, Mattia Zunino