Il “decreto del fare” del 2013, all’art.73, ha istituito un tirocinio di formazione presso i tribunali, permettendo a giovani brillanti laureati in giurisprudenza di avere la possibilità di affiancare un magistrato.
Si tratta senz’altro di un’opportunità di grande valore sia per il tirocinante, sia per il sistema giudiziario italiano. Infatti è certamente un importante momento di formazione per il neolaureato, che ha l’occasione di confrontarsi con il mondo del lavoro e di sviluppare nuove competenze sul campo. Rappresenta allo stesso tempo un aiuto fondamentale per gli uffici giudiziari che spesso, vista la mancanza di personale organico, versano in una situazione vicina al collasso (non a caso, il Titolo nel quale è contenuto l’art. 73 è “Misure per l’efficienza del sistema giudiziario”).
Nel 2015 uno stanziamento di 8 milioni ha garantito a tutti i tirocinanti un rimborso spese di 400 euro mensili.
Nel 2016, a fronte di un maggior numero di stagisti, la cifra stanziata è rimasta però immutata, con il risultato che circa 1300 giovani sono rimasti senza rimborso spese.

Se è vero che il tirocinio non prevede il diritto ad un compenso, ma si limita a riconoscere l’attribuzione di una borsa di studio a determinate condizioni, è altrettanto vero che questi ragazzi, con il loro “tirocinio”, svolgono a tutti gli effetti un lavoro prezioso per aiutare l’amministrazione della giustizia: lo Stato dovrebbe garantirne la dignità, a maggior ragione in un momento di grande scoramento delle giovani generazioni verso il mondo del lavoro.

Ci rivolgiamo quindi al Partito Democratico, al governo e, in particolare, al Ministro Padoan e al Ministro Orlando: un minimo riconoscimento economico a questi giovani laureati sarebbe un segnale importante, sia dal punto di vista etico che dal punto di vista sociale.
Un segnale è stato dato con l’indizione del concorso per cancellieri e il rifinanziamento di questo fondo sarebbe un ulteriore passo avanti.
A volte “ridurre le distanze” non solo è possibile, ma è anche a portata di mano.

Come Giovani Democratici chiediamo di individuare uno stanziamento per permettere ai giovani non beneficiari del rimborso di potervi accedere e metteremo in campo una serie di iniziative per sollecitare presto un rimedio.
È un piccolo sforzo, ma significa tanto: con il lavoro non si scherza.