In questi giorni stiamo assistendo alle proteste di tanti giovani medici italiani che aspirano a poter completare il proprio percorso di specializzazione.
Negli ultimi anni l’iter di accesso per questo tipo di percorsi ha subito diversi cambiamenti che hanno reso meno autoreferenziale e più meritocratico il sistema precedente. Tra questi si aspetta la nuova procedura di accreditamento che permetterebbe di completare il processo di riforma qualitativa del sistema di formazione specialistica, ma una serie di ritardi rischia di compromettere l’emanazione del bando per la selezione degli specializzandi. Questi rallentamenti influiscono più in generale sulla riorganizzazione strutturale qualitativa e quantitativa di un sistema sempre più a imbuto, dove i posti a disposizione sono sempre di meno e con conseguenti limiti che vanno a colpire la dotazione di personale delle strutture pubbliche del paese.

Continuare così significa prendere in giro migliaia di ragazzi e condizionare pesantemente le scelte che riguardano il loro futuro e, di conseguenza, i nostri laureati sono sempre più costretti a emigrare all’estero dove le condizioni sono più adeguate al completamento dell’Iter di specializzazione. Chiediamo al governo di non fermarsi e provvedere al più presto al processo di accreditamento così da fare in modo che non venga ulteriormente compromessa e ritardata l’emanazione del bando.
Per fare questo e per capire come velocizzare ulteriormente l’iter, è necessario che i Ministeri competenti incontrino gli organismi rappresentativi del mondo dei medici e non persone che, seppur appartenenti a quel mondo, non sono state scelte dai ragazzi per rappresentarle.

È il momento di guardare avanti.