Chi era Palinuro? Era il mitico nocchiere di Enea, caduto in mare di notte, tradito dal dio Sonno, mentre conduceva la flotta verso l’Italia.
Cosa è stata per noi Palinuro? Arrivavamo carichi di inquietudine a questa tre giorni. I tempi che viviamo avevano minato in radice il senso stesso del nostro impegno.
Ed invece abbiamo rinnovato la profonda consapevolezza che il Pd ha senso se riesce a vivere sulle nostre gambe e se continua a battere nei nostri cuori.
Troppo spesso il nostro partito si è accontentato di meccanismi di cooptazione o fedeltà al leader di turno. Più comodo, certo.
Ma c’è un grande tema di classe dirigente nel nostro Paese, di frammentazione della nostra società e di un’informazione troppo attenta alla polemica urlata e al pensiero breve rispetto al racconto della fatica di percorsi di merito e collettivi.
Ci sono priorità urgenti che scottano sulla pelle nei nostri coetanei che non sempre ricevono risposte strutturali e adeguate.
Palinuro è stata per noi uno spartiacque fondamentale perché, come la notte buia in cui il mitico nocchiere cadde in mare, ci ha consegnato il campo da gioco, mostruoso, difficilissimo, nel quale ci muoviamo.
Ma ci siamo ritrovati in una straordinaria comunità, abbiamo portato le nostre idee ai massimi esponenti del nostro partito, confrontandoci da pari a pari, abbiamo detto chi siamo, dove vogliamo andare, insieme, abbiamo predicato un partito unito e rinnovato, che sta sulla Politica, più che sulle polemiche.
Abbiamo combattuto per questo modello, con il nostro stile, con le nostre parole. Ci siamo scontrati con difficoltà enormi.
Il nocchiere Palinuro perse la vita in quella terribile notte buia.
“Unum pro multis dabitur caput.”
Una sola vittima per la salvezza di molti. (Eneide, V, 815.)
Ed è per questo che la tre giorni è stato uno straordinario successo, che non dimenticheremo. Palinuro perse la vita. Enea approdo’ In Italia. Fu Roma.
Noi possiamo perdere una o molte battaglie, ma c’è una cosa – la più importante – che abbiamo corso seriamente il rischio di smarrire e che invece abbiamo ritrovato: la forza indistruttibile della nostra linea, la nostra direzione.
Noi andiamo avanti con le mani ferme sul timone e gli occhi alle stelle verso imola dove diremo comn forza l’idea di paese che abbiamo in testa, senza compromessi, senza smettere di immaginare un mondo migliore. Perchè non sopportiamo la gente che non sogna.