Ecco la Legge sul Cinema: la sua Grande Bellezza sta nel passo di lato della Politica a vantaggio dell’autonomia economica e dell’indipendenza autoriale dei suoi protagonisti, giovani talenti, dimenticati Cinema Paradiso e fatali amori parigini inclusi.
Si conclude con un soddisfacente happy ending l’ambizioso e non semplice percorso che ha portato la politica a occuparsi finalmente di Cinema per renderlo più libero e forte: da questo mese la “ Disciplina del cinema e dell’ audiovisivo ”  ( AC 4080 ) è legge dello Stato.
Lo spirito che ha animato il Governo e in particolare il MiBACT in questa iniziativa é ben sintetizzato da un addetto ai lavori di non poco rilievo, un certo Carlo Verdone, quando dichiara  “ finalmente diventiamo un’ industria ” e loda la recente politica di sburocratizzazione delle pratiche e agevolazione fiscale, concausa di un grande ritorno delle Major, in parte già percepito , e quindi di mastodontici set hollywoodiani sulle rive del Tevere o dell’Arno con annessi ritorni pubblicitari e turistici, riferimenti a 007 Spectre e Inferno assolutamente non casuali.
É questo senso di concretezza manageriale che il Ministro Franceschini ha voluto imprimere a una legge che é quasi una riforma perché si occupa di tutto il Sistema cinematografico italiano, dall’istituzione del Fondo Cinema all’abolizione della Censura di Stato, dalle nuova modalità di assegnazione dei finanziamenti pubblici agli operatori del settore con parametri oggettivi basati su risultati di critica e pubblico al sostegno alle sale storiche e alle loro ristrutturazioni, passando per la promozione della Settima Arte nelle scuole. Una legge che dona nuove e ingenti risorse al Cinema, con regole e trasparenza.
I punti cardine:

  • Cosa é il Fondo Cinema

Con il Fondo Cinema, nuovo ente nato dalla “ fusione ” tra Fus e Tax Credit Produzione, aumentano le risorse del 60%: 150 milioni in più e introduzione di un meccanismo virtuoso di autofinanziamento. Il fondo è alimentato direttamente dagli introiti erariali già derivanti dalle attività di: programmazione e trasmissione televisiva, distribuzione e proiezione cinematografica, erogazione di servizi di accesso ad internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione. Pertanto, a decorrere dal 2017, una percentuale fissa (11%) del gettito Ires e Iva di questi settori verrà destinato al finanziamento del Cinema e dell’audiovisivo. Il nuovo fondo non può scendere sotto i 400 milioni di euro annui.

  • Sostegno ai giovani autori, ai Festival e agli Istituti

Fino al 18 per cento delle risorse del nuovo fondo sarà offerto a «giovani autori, start-up, piccole sale, contributi a favore dei festival e delle rassegne di qualità, contributi per le attività di Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro sperimentale di cinematografia».

  • Il 3% del fondo servirà a promuovere il cinema nelle scuole.

Anche perché  é sempre più riduttivo studiare l’ immediato dopoguerra    senza il Neorealismo o il boom economico senza Risi e Fellini

  • Come saranno concessi i finanziamenti pubblici nel settore

Abolizione delle commissioni ministeriali per l’attribuzione dei finanziamenti in base al cosiddetto “interesse culturale” e introduzione di una parametrazione oggettiva di incentivi automatici per le opere di nazionalità italiana, unicamente basata sui risultati economici, artistici e di diffusione: dai premi ricevuti al successo in sala. In questo modo i produttori e i distributori cinematografici e audiovisivi riceveranno i contributi per realizzare nuove produzioni.

  • Istituzione del Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo

Sostituirà  la Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo e sarà composto da «11 membri di alta competenza ed esperienza nel settore e dai rappresentanti delle principali associazioni». Avrà il compito di decidere a chi destinare i finanziamenti pubblici.

  • un nuovo sistema più trasparente per la regolamentazione e l’incentivazione della trasmissione e della produzione di film da parte delle televisioni.
  • Incentivi e semplificazioni per chi investe in nuove sale o compie ristrutturazioni , fino a 120 milioni in cinque anni
  • Sale storiche: sarà più semplice la dichiarazione di interesse culturale e noi Giovani Democratici insisteremo sull’istituzione del vincolo di destinazione d’ uso per le sale storiche dei centri cittadini, i tanti Cinema Paradiso che rischiano di trasformarsi in supermercati o addirittura parcheggi.
  • Abolizione Censura di Stato

L’unica scelta puramente ideologica: quella della libertà, basta censure politiche e autocensure indotte, stop ai processi basati sul moralismo e mai più roghi.  Sarà contento Bernardo Bertolucci, coinvolto nella stesura della Legge insieme a Sorrentino, Benigni e Tornatore, che per il suo indimenticabile Ultimo tango a Parigi si é visto bruciare diversi metri di pellicola tra un processo e un altro.

A lui, al suo capolavoro e alla libertà dedichiamo la copertina di questo piccolo vademecum sulla nuova Legge sul Cinema.