I Giovani Democratici, alle precedenti amministrative hanno visto tante ragazze e ragazzi appartenenti alle loro fila, candidarsi ed essere eletti nei vari livelli territoriali; da diversi mesi, ormai, si stanno impegnando (e scontrando), a livello dialettico e pratico, per rendere questo nostro terribile, intricato mondo di oggi, un posto migliore di come l’avevano trovato.

Per farlo questo, essi passano da lunghe riunioni degli organismi istituzionali al confronto diretto, senza intermediazioni, con i cittadini e le realtà vive e vitali della nostra società, quali associazioni di volontariato, comitati e gruppi informali.

La Giunta Appendino, però, non è di quest’avviso. Con una lettera ha preannunciato, ai Presidenti delle Circoscrizioni, un taglio del 25 %, senza motivazioni di sorta. Appare evidente come questo vada inquadrato più che altro in un assalto alla vita di organismi ove il M5S non è riuscito a sfondare, vedendosi minoranza in tutte le realtà, in cui il Pd ha prevalso.
Il taglio appare ancora più surreale, se andiamo a vedere cosa fanno, nel concreto, queste Istituzioni; ecco cosa prevede la normativa locale:

  1. Il Comune di Torino, al fine di realizzare i principi del decentramento e della partecipazione sanciti dalla Costituzione della Repubblica, dallo Statuto della Regione Piemonte e dallo Statuto del Comune di Torino, nonché di perseguire lo sviluppo della democrazia diretta attraverso l’iniziativa popolare e la tutela dei diritti di uguaglianza e di libertà dei cittadini, si ripartisce in Circoscrizioni.
  2. La Circoscrizione, quale organismo di partecipazione, di consultazione e di gestione dei servizi di base, di promozione del volontariato e della sussidiarietà nonché di esercizio delle funzioni ad essa delegate, provvede in maniera autonoma alla formazione delle decisioni ed all’espletamento delle funzioni di competenza delle Circoscrizioni e contribuisce alla formazione delle scelte politico-amministrative e sociali della Città.
  3. Il conseguimento delle finalità del presente Regolamento è perseguito dalla Civica Amministrazione e dalle Circoscrizioni attraverso il più ampio coordinamento dell’azione amministrativa assicurato dal Sindaco, dalla Giunta e dal Comitato di coordinamento del Decentramento di cui all’articolo 33.

I Presidenti delle Circoscrizioni torinesi, non solo non hanno potuto incontrare, in modo istituzionale, l’Assessore competente, per discutere del bilancio e del riparto delle risorse: ora Assessore e Sindaco hanno chiesto, con nota “avente carattere di urgenza“, di proporre, entro e non oltre il 26 gennaio, un taglio del 25 %, dove viene consigliato di “modificare i contratti già in essere per consentire economie sugli stessi” ed evidenziare, per le spese non obbligatorie, l’effetto che causerebbe un mancato o inferiore finanziamento.

In quel 25 % di taglio del tutto non motivato, ci sono persone, progetti, attività portate avanti a stretto contatto con il mondo dell’associazionismo e del volontariato, che possono incidere anche in modo considerevole per quel che riguarda una migliore qualità della vita nella propria Circoscrizione.

Questo taglio fa ancora più male se consideriamo che il contesto dove avviene è in una realtà che ha mostrato di aver urgentemente bisogno di tornare a potenziare politiche inclusive nelle periferie, specialmente quando si tratta di una grande metropoli, dove il rischio di essere ridotti a numero o a “cosa”, anziché a persone, è maggiore!

Perché quest’atteggiamento perentorio? Perché una comunicazione così frettolosa e nemmeno mediata negli organismi di raccordo? Eppure è lì che si dovrebbe discutere insieme – Circoscrizioni e Amministrazione comunale – in vista dell’approvazione del Bilancio di previsione che, vale la pena ricordare, il Governo a guida Pd ha fissato (articolo 5, comma 11 del D.L. 30 dicembre 2016, n. 244), al 31 marzo 2017, quale termine ultimo. Senza considerare, poi, che l’aggregato delle risorse che “spostano” le Circoscrizioni, non superano i 6 milioni di euro, su un bilancio complessivo di oltre 1,2 miliardi di euro: la Giunta Appendino, in pratica, vuole risparmiare sulla pelle di associazioni e volontari partendo da ciò che gli costa meno dello 0,5%!

Invitando, in definitiva, la Giunta Appendino a un maggior esercizio della propria programmazione economico-contabile, i Giovani Democratici rinnovano la loro vicinanza alle ragazze e ai ragazzi, eletti nelle Circoscrizioni e nel Consiglio comunale di Torino, in questa battaglia e s’impegnano a portare avanti il proprio progetto di difesa delle autonomie locali e del decentramento amministrativo, sicuri che solo il corretto bilanciamento tra questi due principi fondamentali possa garantire realmente la tutela della partecipazione popolare alla vita della nostra Repubblica!